Racconto

IL BRACCIO ROTTO

La mattina dell’ otto agosto, al campeggio scout di Montelungo, mentre correvo, sono caduta, facendo un ruzzolone per terra.
Mi sembrava una caduta uguale alle solite, ma il dolore era più forte.
Sentivo un gran dolore al braccio destro e alla testa, infatti avevo un bernoccolo.
Ho provato a giocare a pallavolo con i miei amici scout, ma mi faceva talmente male che mi sono dovuta sedere a guardare gli altri giocare e divertirsi.
Dopo poco un mio capo scout, quasi laureato in medicina, mi ha fasciato il braccio che nel frattempo era diventato gonfio.
Dopo pranzo, ho deciso di avvertire dell’ accaduto mia madre, tramite il telefono di un capo.
Le ho spiegato la faccenda e lei ha risposto preoccupata: Vengo a prenderti e ti porto all’ ospedale a fare le lastre.
Dopo circa mezz’ ora è arrivato mio papà e mi hanno portata all’ ospedale.
Mi sono registrata e siamo andati nella sala lastre, dove una signora mi ha messo una specie di gonna per ripararmi dalle radiazioni.
Mi ha fatto mettere le mani una vicina all’ altra su un tavolino di ferro e mi ha fatto le radiografie.
Arrivati i risultati, abbiamo scoperto che il radio era rotto. Eravamo disperati!
Io volevo tanto tornare al campeggio degli scout ma mia madre non voleva. Dopo tante insistenze, mia mamma ha acconsentito: – Dopo cena papà ti riporterà su.
A quel punto siamo entrate in una sala dove c’ era una tinozza con del gesso dentro.
E’ arrivato il primario che si è messo a frugare in uno dei tanti armadi che c’ erano lì dentro.
Alla fine ha tirato fuori una specie di calzina e me l’ ha infilata nel braccio.
Successivamente mi ha arrotolato del cotone intorno al braccio e poi ha bagnato una garza con l’ acqua calda e ha fatto lo stesso. La garza è diventata subito dura e il dottore mi ha salutata.
Pensavo che mettere il gesso sarebbe stato più doloroso. Certo che la prospettiva di stare per tutto il mese di agosto con il gesso al braccio destro è un pò dura da accettare.
Una volta a casa, mi sono lavata, ho cenato e poi mio papà mi ha riportata al campeggio scout.
Qui tutti mi stavano aspettando con il pennarello in mano per fare le loro firme sul gesso.
Il campeggio è durato ancora due giorni e anche se io non ho potuto giocare, mi sono divertita lo stesso.

Delia.

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Una risposta a Racconto

  1. icfarrari ha detto:

    Mi dispiace, Delia.
    Passerà presto.
    La Prof.

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