Cinque birbe e un barboncino

In classe abbiamo letto il libro di Bruno Necchi "Cinque birbe e un barboncino" (Artigianelli, Pontremoli 1966) e ci è piaciuto in particolar modo il racconto:

Il tesoro nel castello.

Nel paese in cui abitano i nostri amici, ovvero i componenti la "Squadra del Boschetto", c’è un vecchio castello, pieno di leggende per cui, secondo quanto la gente tramanda, ci sono fantasmi e un tesoro.
Allora la nostra squadra, incuriosita, decide di cercare all’interno di questo castello il tesoro.
I ragazzi si riuniscono alle nove in punto a Porta Vecchia, una piccola e stretta via che porta al castello, allo scopo di non fare insospettire nessuno.
La squadra è munita di attrezzi utili per la loro missione, a partire da torce, fiammiferi, pale, gomitoli di lana ecc.
I ragazzi iniziano la loro spedizione, fino a quando giungono ad un cunicolo che porta direttamente all’interno del castello.
A metà strada il passaggio è ostruito da una piccola frana, così si mettono a scavare con i pochi arnesi che hanno e con le loro unghie.
Oltrepassato l’ostacolo, i ragazzi sono affamati e così tirano fuori una scatoletta di sardine, la quale è molto dura da aprire.
Panzalunga che ormai non ha più pazienza, prende il piccone e colpisce con tutta la sua forza la scatola che scoppia, facendo uscire l’olio che finisce sulla sua faccia.
Mentre percorrono il tunnel, l’atmosfera è cupa e buia e Riff, ogni tanto, per interromperla, abbaia passeggiando avanti e indietro.
Finalmente vedono una luce e per non farsi sentire dagli inquilini del castello, procedono con cautela, fino a quando non arrivano in un’altra stanza interrata.
Il Caporale, che naturalmente è a capo della spedizione, pronuncia l’ordine di cercare un passaggio segreto che sicuramente deve essere nelle pareti, in qualche pietra non messa bene.
Pacifico, per cercare il passaggio segreto, mette la mano in un buco e ci tira fuori un pipistrello, seguito all’improvviso dai suoi compagni.
La ciurma, per fermare i volatili tira verso di loro bastoni e berretti e quelli che volano, vedendo cadere gli altri, cercano di scappare, ma hanno paura di uscire, perché nel piazzale fuori ci sono i ragazzi di Porta Vecchia.
La squadra si sta divertendo così tanto, che si è quasi dimenticata del tesoro.
Ecco che, mentre cercano il bottino, vedono penetrare tre luci.
Panzalunga esclama:- Eureka! Eureka! Ho trovato la parete per passare dove si nasconde il tesoro!!!
Il gruppo si precipita da quella parte e dopo aver spostato una pietra nera e lucida, appare davanti a loro una stanza a forma di cubo, con odore di muffa e terra.
Intanto all’esterno della stanza si sentono delle voci umane. Un uomo, credendo che nella stanza ci fossero delle galline, apre.
Vedendo i ragazzi, spara un colpo a vuoto; Pacifico, sentendo il colpo, grida.
Le cinque birbe, insieme a Riff, prendono i loro bagagli e tornano indietro imbucando la galleria.
I nostri sono a metà percorso e di nuovo si accorgono che i massi che avevano spostato prima sono caduti giù.
Questa volta ci mettono un po’ di più a sollevarli, ma con il loro impegno, ce la fanno.
Per assicurarsi che i massi non crollano, fanno passare per primo Riff e poi passano loro.
Usciti dal cunicolo, tirando un sospiro di sollievo, tornano a casa, anche se hanno fallito la missione.
La ciurma, però, si ripromette che prima o poi ritornerà a cercare il tesoro.

Luca  & Madda , seconda B.

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3 risposte a Cinque birbe e un barboncino

  1. anonimo ha detto:

    Bravi, ragazzi!
    La Prof.

  2. anonimo ha detto:

    Questo capitolo di “Cinque birbe e un barboncino” è molto bello e anche il suo libro!!!

    Sara e Delia.

  3. anonimo ha detto:

    Anche a me è piaciuto questo capitolo.
    Mirco.

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