Secondo contributo sul blog

Riporto il mio contributo al III Seminario di Gubbio sulle nuove T.I.C.:

Seminario Nazionale di Informazione-Formazione.
Le tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione
collaborare e condividere in rete.
31 marzo – 1° aprile 2006

 
Contributo di MARIA LUISA NECCHI.

LA DIDATTICA DELLA CONDIVISIONE SU LUISASCUOLA.

 

Luisascuola ha compiuto due anni.

In questo breve, ma ricco periodo, denso di riflessioni e di confronti volti alla ricerca del significato e del valore formativo del blog, alla scoperta dell’identità di uno strumento che si è imposto umilmente, ma decisamente nel mondo delle relazioni e, per la sua versatilità e semplicità, ha fatto presto il suo ingresso in quello dei giovani, Luisascuola è cresciuto nella pratica della comunicazione e nello spirito di condivisione.

Affascinata da questo nuovo prodotto dell’informatica che si stava imponendo nel mondo della trasmissione delle notizie e dei saperi, e convinta, dal primo approccio, di una sua insita forza nel comunicare nell’immediato e a molti idee e informazioni, non ho esitato a farlo conoscere e usare ai miei alunni per dar loro la possibilità di far conoscere le proprie opinioni e le loro attività a coetanei, vicini e lontani, perché le esperienze interiori fossero vissute insieme nella ricchezza del dialogo e la conquista della conoscenza non rimanesse di esclusivo possesso di coloro che l’avevano costruita assumendo, al di là della classe, la connotazione di un prodotto inerte, che non permette reazioni, ma divenisse piuttosto nella partecipazione ad altri un prodotto fertile, capace di produrre a sua volta esperienza e ulteriore sapere.

Lungo questi due anni, i post sono aumentati in modo considerevole (903 al 29 u.s.) e le categorie si sono arricchite; soprattutto si sono moltiplicati i diari: negli alunni è cresciuto il desiderio, lo chiamerei bisogno, di raccontare il vissuto delle loro giornate e in questa pratica sono emersi i giochi delle dinamiche di ricerca ed affermazione del proprio ruolo, in un linguaggio familiare e per questo efficace.

 

…………… nel secondo tempo mi sono ripagato perché dopo un bellissimo cros di un mio compagno, io al terzo minuto segno e in quel momento ho pensato o entra o entra, perché questa partita bisogna vincerla; tutta la squadra, compreso il portiere, è venuta a festeggiare con me.

Io sprizzavo felicità da tutte le parti del corpo e quando sono andato in panchina, il nostro nuovo allenatore mi ha fatto i complimenti per il goal.

 

Il giorno 25 settembre sono andata da mia zia a Guinadi con mia mamma. Arrivate, abbiamo parlato un po’ e dopo mia mamma ha deciso di andare per funghi;, a me e a mia zia sembrava un’ ottima idea. Allora ci siamo incamminate per una stradina che portava al bosco.

All’inizio, non abbiamo trovato niente e stavamo cambiando idea, infatti volevamo tornare a casa, ma poi, ad un certo punto, io ho visto un porcino accanto ad un albero e mi sono precipitata per andarlo a prendere, però, correndo velocemente, sono caduta e mi sono sbucciata un ginocchio, mia mamma vedendomi si è messa a ridere …..

 

Ieri pomeriggio, 2 febbraio, verso le ore sei meno un quarto, al palazzetto dello sport di Pontremoli, abbiamo giocato la nostra prima partita del campionato di pallavolo femminile, l’under 14 nella squadra Il Bambarone. Ci siamo sfidate contro una squadra molto forte, Le Apuane……………..
Il primo set l’abbiamo perso con molto svantaggio; nel secondo eravamo avanti di qualche punto e super felici: ma purtroppo ci hanno recuperato e abbiamo perso anche questo!

 

Ieri siamo andate alla fiera di San Geminiano, il patrono del nostro paese. Prima ci siamo trovate a casa di Silvia e, dopo aver giocato, ci siamo avviate per vedere il mercato. C’erano molte bancarelle e anche tanta gente. Le bancarelle più belle erano quelle dove c’erano articoli per ragazze e ci hanno molto interessato e vi abbiamo comprato delle magliette uguali.

………….

            La prima forma di vera condivisione si è attuata nell’ambito della classe e questo non capita spesso; infatti, non sempre gli alunni partecipano in modo efficace a quello che svolgono in classe, il lavoro è sentito come dovere passivo e di routine, da sopportare e in questo modo non crea un’abitudine alla curiosità e alla ricerca del sapere. Un primo tipo di collaborazione cosciente si può realizzare attraverso le attività di laboratorio: il lavoro di gruppo si attua assieme ad altri compagni, alcuni dei quali sono elementi portanti e capaci di organizzare; altri eseguono compiti specifici e imparano a loro volta ad organizzarsi, tutti  offrono il loro apporto in maniera personalizzata, secondo le abilità e soprattutto le attitudini.

Nell’attività didattica con il blog, la dinamica è diversa da quella del solito lavoro di gruppo, che si attua partendo dall’aula e finendo nell’aula e che ha il suo fine nell’elaborare un prodotto condiviso tra compagni per approfondire un argomento.

Qui, si tratta di comunicare ad altri, estranei alla propria comunità reale, le esperienze che sono del gruppo, inteso come classe: nessun elemento del prodotto è intuibile; la partita di calcio deve essere descritta in una cronaca puntuale e ben definita nei suoi elementi: i protagonisti non sono noti ai destinatari, come non lo sono i luoghi di ambientazione dei diari.

I testi informativi, descrittivi e regolativi devono essere particolarmente rispettati nelle loro caratteristiche di chiarezza e coesione e nell’atto di trasmettere sul blog i loro quadri di vita, gli alunni devono attivare strategie metacognitive e subentra lo sforzo di vedere davanti a sé un interlocutore ignaro del loro vissuto per cui nasce la necessità di trovare un contenuto che possa interessare sia il mittente che il destinatario virtuale e che permetta la condivisione.

Non è il solo alunno che comunica, ma con lui la classe che si interroga, discute e riflette, poi decide e si esprime, in un lavoro che è  insieme collettivo e individuale; l’autovalutazione diventa valutazione intersoggettiva.

Il blog, che ha assunto la conformazione di un multiblog, diventa un veicolo di aggregazione per la classe stessa, che comincia a sentirsi corresponsabile anche nel lavoro personale, perché esprime l’identità del gruppo.

La puntata del giallo del lunedì creata dal singolo esprime la volontà della classe che ha stabilito di costruire insieme una narrazione e di procedere attraverso un percorso partecipato.

 

……………

Ritornò dentro alla sua capanna, che aveva costruito per pensare e per andarci quando voleva stare un po’ da solo e in pace. Nessuno sapeva dell’esistenza della piccola dimora, l’aveva costruita l’estate prima con travi sottratte a suo padre, mentre era impegnato a lavorare. Era una semplicissima capanna o "casa" come la definiva lui. Era molto piccola, aveva una finestrella e al suo interno era spoglia. Era costruita sul primo ramo di un albero e l’aveva pitturata del colore della pianta. Per accedervi vi erano dei piccoli pezzi di trave piantati al tronco dell’albero.

………………………

            ……………………..

L’intervento completo è qui: LA DIDATTICA DELLA CONDIVISIONE SU LUISASCUOLA                                                                          
                                                                                Maria Luisa Necchi.

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