Padre Antonio

Incontro con Padre Antonio

La mattina del 13 ottobre abbiamo ricevuto la visita di PadPaesaggio del Centrafrica.re Antonio . È missionario a Gofo, un piccolo villaggio della Repubblica Centraficana, poco al di sopra dell’ equatore; il clima è caratterizzato dalla presenza di due stagioni: una secca e una piovosa. Il missionario ci ha mostrato delle diapositive nell’ aula computer, nelle quali per lo più apparivano dei bambini  che in proporzione sono molto più numerosi che da noi. In una diapositiva c’era un topolino trattenuto da un bambino. Padre Antonio ha spiegato che alcune volte i topi sono l’unico pasto per alcuni di loro. A quel punto non sono riuscito a trattenere un lamento di disgusto. Bambini a Gofo.La prof mi ha ripreso, dicendo che sono abituato alla pappa pronta (è vero). In effetti è difficile accettare l’idea di divorare un topo, invece di un pezzo di buona carne.
 Un’ altra diapositiva mostrava una lucertola di dimensioni maggiori di quelle che vivono da noi.
Padre Antonio ci ha raccontato che una volta aveva dovuto uccidere un enorme varano. Inoltre, abbiamo visto le immagini di un fiume, che può essere attraversato in canoa, tragico scenario della morte di padre Daniele e di un laico. C’erano le immagini di un altro fiume molto più grande: Ubangi che segna il confine fra la Repubblica Centraficana e quella del Congo.
Abbiamo visto anche le abitazioni dei centrafricani che purtroppo ogni circa dieci anni devono abbandonare, perché le pietre rischiano di crollare. Altre immagini mostravano molti missionari venuti da tutto il mondo e un piccolo ospedale che accoglie i bisognosi. Quella mattina ho imparato che in momenti disperati anche un topo può essere un banchetto.

Giacomo III B.

Padre Antonio ci ha detto che alcuni bambini non possono andare a scuola, perché non hanno il mezzo di trasporto e sono troppo lontani, perché non possono permetterselo o perché lavorano nei campi; quelli che vanno a scuola invece di scrivere sui quaderni hanno delle lavagnette con i gessi!
Ci ha anche detto che ci sono le mucche, ma producono pochissimo latte e quindi non ce n’ è per tutti e neanche per i bambini.
A me fa molta pena e dispiacere pensare a quei bambini che non hanno soddisfatti neanche i bisogni primari per vivere!

Sara III B.

Noi, bambini italiani, siamo molto fortunati rispetto a loro: ci vestiamo bene, abbiamo una casa che si rispetti, abbiamo la possibilità di andare a scuola e studiare ecc…
Spesso noi fortunati ci lamentiamo, perché non abbiamo tutto e non possiamo avere ciò che più ci piace, ma se pensassimo a quei poveri bambini che non hanno neppure gli oggetti di prima necessità, sono sicura che cambieremmo subito idea.

Delia, III B.

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Una risposta a Padre Antonio

  1. anonimo ha detto:

    A noi l’incontro con Padre Antonio è piaciuto molto, perché ci ha insegnato tante cose.
    Comunque bravi Giacomo, Sare e Delia!!!
    Paolo e Miky.

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