Racconto d'avventura

I MISTERI DEL SUDAFRICA

… continua.

… cominciano a cercare l’amica, ma non trovandola pensano che gli Ksu l’abbiano rapita. Intanto Alice osserva meglio il coltello. La lama è molto arrugginita e l’impugnatura è di vecchio legno tarlato. La chiave al contrario è molto lucente e dorata, e ha una strana dentellatura. La finestra principale si spalanca all’improvviso e la ragazza sente una voce : – È uno strano portachiavi, vero?
Davanti ad Alice compare una sagoma. È un uomo di colore, ferito al braccio e con vestiti stracciati.
– Chi sei? Chiede la ragazza sempre più impaurita e tremante.
– Veramente lo dovrei chiedere io a te, visto che sei nella mia casa. Risponde il ragazzo che sembrava avere appena venti anni.
– Mi presento, mi chiamo Alice, e visto che tu non sei il capo del villaggio presumo che tu sia suo figlio.
– Che intuizione!!! Risponde il futuro capo.
– E cosa ci fai qui!? Domanda Alice.
– Mio padre, mi ha detto di cercare un pugnale, per poi consegnarlo ad una certa Alice. La conosci!? Risponde il giovane.
– Sono io, il pugnale, come vedi, l’ho già preso perché mi devo difendere in qualche modo, comunque perché ti ha detto di darlo proprio a me?
– Non lo so, ma ora devo andare. Dice il ragazzo che, con un cenno di saluto, sparisce tra le vie fumanti del villaggio.
Alice rimane da sola in casa, quando sente un forte boato: la porta dell’edificio viene distrutta dai nemici che, entrando, iniziano a mettere a soqquadro le stanze, come se volessero trovare qualcosa; allora la ragazza, impaurita, decide di fuggire dalla finestra, incontrando un po’ di difficoltà.
Intanto, i ragazzi la cercano e, finalmente, giunti davanti all’abitazione del capo, la vedono, mentre scappa.
– Ehi Alice, siamo qui! Grida Tom.
La compagna si volta e vedendo il gruppo degli amici, gli va incontro felice.
– Ma dove eri!? Ci hai fatto preoccupare… Domanda Morgan.
– Dopo vi spiego, adesso aiutiamo questo povero popolo! Ribatte Alice.

Continua tu…
Luca , Mirco , Lorenzo , Delia  e Chiara , Terza B.
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