La canzone di Rolando

La battaglia.

La battaglia è impressionante. I franchi combattono con le spade. Là si vedono così tanto dolore e così tanti morti! C’è chi giace supino, chi a bocconi; i saraceni non possono resistere così tanto, i franchi li uccidono con forza. I franchi si battono con rabbia, tagliano le mani, le costole, le armature. Il sangue cola sull’ erba.
I colpi sono duri e c’è grande strage di cristiani. Si vedono Rolando ed Olivieri colpire con le loro spade.
L’arcivescovo combatte con la sua. Si possono calcolare quelli che hanno ucciso; per quattro assalti è andata bene, ma il quinto è stato pesante. Sono morti quasi tutti i franchi, se ne sono solo salvati sessanta, prima di morire vedranno il massacro. Rolando si rivolge ad Olivieri:- Caro Oivieri, caro compagno, in nome di Dio, cosa vi sembra? Tanti guerrieri giacciono a terra.
La Francia ora rimane deserta di tanti buoni guerrieri.
O amico re, perché non sei qui? Come potremmo salvarci io ed Olivieri?
Olivieri dice:- Preferisco morire che essere infame! E Rolando:- Suonerò l’ Olifante, così torneranno i franchi.

Diego e Jacopo

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