La luna nella letteratura

Elegia


Gelida messaggera della notte,
sei ritornata limpida ai balconi
delle case distrutte, a illuminare
le tombe ignote, i derelitti resti
della terra fumante. Qui riposa
il nostro sogno. E solitaria volgi
verso il nord, dove ogni cosa corre
senza luce alla morte, e tu resisti.

In questa poesia l’autore, Salvatore Quasimodo, paragona la luna ad una "Gelida messaggera della notte" perché con il suo candido e limpido calore illumina le tombe dei caduti in guerra, dando vita al grande mistero della notte. Inoltre, negli ultimi versi, il poeta racconta come la luna si dirige verso nord, dove non c’è più speranza, e dove, secondo lui, tutto gira intorno alla morte. In questa lirica, sono presenti molti elementi che fanno pensare al fatto che la poesia paragona alla luna, non più come alla speranza e all’amore, ma alla morte e alla sofferenza dei caduti in guerra che ora dormono in una solitaria pace nella terra, dove, secondo il poeta, riposano i sogni e ogni cosa è senza speranza, nella morte.

Chiara e Delia, Terza B.

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