Racconto di avventura.

L'ultima missione

 

Aquila della notte giace immobile in ascolto all'interno della sua tenda. Le risate dei piccoli del villaggio si perdono nell'aria e le allegre grida di quelle giovani anime fanno ritornare alla mente di Aquila della notte i ricordi di quando era ancora un bambino e non sapeva nemmeno impugnare un'ascia da guerra…
– No, non così! La stai tenendo troppo in fondo! – Continuava a ripetere il padre di Aquila della notte sistemandogli la piccola lungo l'impugnatura dell'ascia.
– È tutta la mattina che cerco di farti impugnare correttamente quest'ascia. Come puoi sperare di cacciare un bisonte, se non sai nemmeno impugnare un'arma? – Insisteva l'uomo, guardando il figlio in modo strano. – Dai, riprova un ultima volta! – Lo implorò il padre.
– Va bene padre, stavolta ci riuscirò! – Rispose Aquila della notte, sollevando l'ascia da terra e scagliandola perfettamente contro un albero. L'arma si conficcò nel tronco dell'abete con un'inaspettata precisione e il piccolo bambino corse subito dal padre per abbracciarlo.
– Bravo figlio mio, mi hai sorpreso, sei un vero guerriero e per premiarti, domani ti porterò a caccia con me e se riuscirai a prendere un bisonte, dirò a tua madre di farti una bella faretra con la sua pelliccia. Aquila della notte corse soddisfatto a recuperare l'ascia e mentre cercava di estrarla, ripeteva con euforia: sono un vero guerriero!
… Ora Aquila della notte è diventato abilissimo con l'ascia e insieme a suo padre è il guerriero più valoroso del villaggio.
Con l'impegno e la determinazione quel ragazzino ingenuo è riuscito a diventare ciò che ha sempre sognato di essere. Capelli d'argento, il figlio del capo tribù corre da Aquila della notte, chiamandolo a gran voce e, una volta arrivato, gli dice con tono allarmato:
– Sbrigati, prendi le armi e andiamo, una delle bambine del villaggio è sparita, dobbiamo trovarla!
– Hai qualche idea di dove potrebbe essere? – Chiede Aquila della notte.
– Escludo la pista della prateria, l'avremmo già trovata. Di certo sono stati quei vigliacchi dei Moicani a rapirla e l'hanno portata nel bosco!
Così i più valorosi guerrieri si mettono in cammino e, una volta entrati nel bosco, si mettono i cerca della bambina.
La sera si sta avvicinando e Aquila della notte procede lento tra gli abeti imponenti e osserva la grande prateria che si estende all'orizzonte. Arrivati in prossimita del fiume, Aquila osserva i castori intenti a restaurare la loro diga che in seguito alle piogge delle ultime settimane, ha leggermente ceduto. Aquila della notte, ormai in cammino da circa due ore, insieme a Capelli d'argento, è arrivato in prossimità del villaggio moicano e ad un tratto esclama:
– Fermo! Non ti muovere! Ho un brutto presentimento.
In quel momento una freccia percorre l'aria e sfiora la nuca di Capelli d'argento. Dal fondo della collina sbuca un gruppo di Moicani intenti ad ucciderli. I due allora, senza alcuna speranza di vittoria, si danno alla fuga, dirigendosi verso le montagne, dove si trovano le miniere d'argento dei bianchi. Dopo aver trovato riparo in una grotta nascosta i due aspettano il passaggio dei Moicani e si recano poi al villaggio nemico. Arrivati al villaggio vedono la bambina rapita in una gabbia di legno. Allora, i due la liberano e poi, mentre fuggono vengono avvistati e vengono scagliate contro di loro una marea di frecce. Aquila della notte, nel tentativo di proteggere la bimba, si mette davanti a lei venedo così colpito dritto al cuore. Capelli d'argento allora, si ferma per aiutare il compagno, ma ormai è troppo tardi. Così il valoroso Aquila della notte muore e Capelli d'argento fugge sparendo nel rossore del tramonto e tornando al suo villaggio, portando con sé la leggenda di Aquila della notte.
Questo valoroso guerriero ha sacrificato la propria vita per salvarne un'altra. Aquila della notte dovrebbe essere di esempio per tutti noi, perchè non bisogna vivere sguazzando nell'egoismo, ma bisogna pensare anche agli altri.

Leonardo, seconda B.

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