Racconto giallo – inizio

Il testamento
 

La marchesa di Verdeno aveva dato una festa a cui aveva invitato tutti i suoi nipoti, l'avvocato, il maggiordomo, la sarta e tutta la servitù. Ecco che alla fine della cena l'avvocato Totò prese la parola:
– Io mi trovo qui a casa della signorina Anna Paola in quanto ella mi ha chiesto di cambiare il suo testamento. I presenti stupiti si guardavano, pensando a chi sarebbero toccati la casa, il podere e gli chalet di montagna.
Infine, conculuse l'avvocato: – Vi do appuntamento domani alle 16, presso il mio ufficio. Totò salutò e partì per il ritorno all sua dimora; gli altri salirono nelle camere e si coricarono per la notte. La marchesa prima di dormire accompagnò in camera una sua vecchia zia. Le due stettero un po' a parlare e poi Anna Paola andò nella sua camera. Nella notte scomparve  la luce misteriosamente e, siccome non vi erano candele, la signorina Anna P. rimase al buio. Tutti sentirono degli strani rumori dal giardino e poi uno dei nipoti scese per uscire a vedere. Non vide nulla, perciò calmò le marchese e si rimise a dormire. Lungo la notte, i rumori continuavano e si sentirono come dei colpi nella camera della signorina Anna P. Nessuno andò a vedere, perché tutti pensavano che fosse il vento lieve che soffia a maggio e che magari picchiava contro le finestre. La mattina dopo, erano già le sette e trenta, la cameriera salì le scale come suo solito per portare la colazione alla zia della marchesa che faceva fatica ad alzarsi. Passò così davanti alla camera della signorina Anna P. e la  vide distesa nel letto. Entrò e, siccome lei non le rispose al suo: "Buongiorno", le si avvicinò e quando le tolse le leggere coperte, le vide un buco nel petto che non la faceva più respirare. La marchesa di Verdeno era morta. Subito la cameriera ad urlare: – Aiuto, la marchesa non risponde più! Subito arrivarono il maggiordomo, i nipoti e la vecchia zia con la cuoca. Ognuno diceva: – Chi sarà stato? Ecco che la nipote più giovane, Beatrice, disse: – Quei rumori nella notte erano di certo provocati dall'assassino. Le rispose Gino: – Io sono sceso in giardino  per andare nel garage e riataccare la luce e non ho visto nessuno, però, mentre salivo, sono inciampato nei lacci delle mie scarpe e quando sono salito non ho controllato se la zia dormiva o no! Allora parlò la vecchia zia, che disse:
– Io sono uscita dalla mia camera verso le due per andare in bagno e Anna mi ha visto e parlato. Nel frattempo Luisa, aveva chiamato i carabinieri che da subito avevano messo la camera della marchesa sotto sequestro. Siccome Carmela, un'altra nipote, non si fidava della polizia chiamò un investigatore di nome Piero Pierini ad indagare sulla morte della zia. Verso le tredici arrivò Pierini che iniziò ad interrogare la vecchia zia Virginia e la cameriera.

continua…

Fabio, seconda B.
 

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