Il mio giallo

Omicidio di famiglia

Prima parte

 

La polizia circondava la villa della famiglia Flant.
In quella casa era avvenuto un omicidio, la vittima era James Flant, signore di cinquantacinque anni, ricchissimo, era il proprietario della villa e possedeva un'azienda di prodotti tecnologici, la Flant Industries.
La villa si trovava poco fuori Londra e i due investigatori, Jack Walls e William Samp, non tardarono ad arrivarvi dopo la chiamata del figlio Leonard Flant.
– Piccola questa casa! Disse Jack in tono ironico, uscendo dal taxi. William pagò velocemente il tassista e si diresse insieme all'amico verso l'entrata della villa.
-Cosa ci fate voi qui? Disse l'ispettore di polizia, Jason Tack.
-Ci ha chiamato il figlio, si vede che non si fida della Polizia. Rispose Jack sorridendo.
Entrarono in casa e subito videro il figlio venire loro incontro.
-Mi dispiace per suo padre, ci spieghi che cosa è successo. Chiese William allo sconvolto Leonard.
Intanto Jack, dopo essersi infilato i guanti guardava con attenzione ogni cosa.
– Io… io ero a Londra quando è successo , ma mia madre mi ha chiamato per dirmelo.
– Sua madre ha visto l'omicidio?
– No… no, lei era di sopra, le ha raccontato tutto la cameriera.
– Mi dica tutto quello che gli è stato riferito.
– Era venuta della gente a cena qui da noi, uomini importanti, amici di mio padre, erano nove gli invitati, nella sala da pranzo c'era Elizabeth, la cameriera e per la casa girava Alfred, il maggiordomo, lui teneva davvero tantissimo a mio padre. Quando i cuochi hanno chiamato Alfred e Elizabeth per portare il cibo, loro nell'andare verso la cucina hanno visto l'ombra di un uomo, ma non hanno dato tanta importanza pensando che potesse essere un altro servitore. Tornati in sala da pranzo, un invitato, Lower Canon, ha chiesto dove fosse il bagno; Alfred, lo ha accompagnato, quando tornò in sala da pranzo, lì non c'era mio padre, si era allontanato, per andare nel suo studio…- Leonard fece una piccola pausa- e poi si sentì uno sparo. Elizabeth calmò gli inviati mentre Alfred fece una piccola corsa verso lo studio di mio padre, la porta era socchiusa, entrò e lo vide a terra in lago di sangue. Leonard finì il suo racconto con le lacrime agli occhi.
– Può essere stato l'uomo che è "andato" in bagno? Chiese William.
– Io non credo. Rispose Leonard.
– Mi può portare sulla scena del crimine? Chiese William.
– Si, certamente. Rispose Leonard
Jack mentre guardava alcuni oggetti picchiettava piano piano sul muro, quando per sbaglio facendo più forza fece un piccolo buco nel muro. Lui si guardò intorno perché nessuno lo avesse visto, ma lui capì che qualcosa non andava. "Perchè un muro così sottile?" Pensò allontanandosi, e continuò a girare per la casa.
Intanto William era sulla scena del crimine, lo studio del signor Flant. Era una grande stanza, a semicerchio,  al centro una scrivania piena zeppa di fogli, appoggiati ai muri grossi armadi a scaffali pieni di libri, tre poltrone di pelle, un orologio a pendolo e un grosso lampadario attaccato al soffitto e lì davanti accanto alla scrivania, a pancia in giù il corpo di James Flant.
– Ciao Alex, sei qua anche tu?. William salutò il ragazzo della scientifica.
– Allora, ti aggiorno, gli hanno sparato da dietro, l'assassino credo che abbia sparato da fuori, ha sparato da qua- e si avvicinò alla porta facendo finta di sparare – ha sparato con grande precisione, dev'essere un professionista, lui è caduto e basta, ma l'assassino ha cercato qualcosa, vedi tutti questi fogli a terra, ha cercato qualcosa, ma quà è pieno di fogli aziendali, della sua industria, è stato veloce, quindi sapeva dove cercare.
– Ok, grazie Alex, continuà a cercare qualsiasi dettaglio. William uscì dalla stanza e si tolse i guanti.
William si diresse verso la sala da pranzo, entrato comincio a fare due domande ai presenti.
Intanto Jack piano piano si era intrufolato nello studio della vittima, che ora era vuota e si mise a frugare dappertutto.
– Bingo! Ecco qua, cosa cercava l'assassino, non soldi, però dentro questa cassaforte manca qualcosa, poi era socchiusa, forse ho un'idea. Disse parlando da solo.
La porta della sala da pranzo si aprì e Jack entrò. C'erano tutti i nove invitati, Leonard, Mary la moglie di James,  Alfred, Elizabeth e un'altra cameriera, Alex, e tre agenti della polizia.
– Buonasera signori e signore! Disse sorridendo Jack.
– Jack dov'eri finito? Chiese William all'amico.
– In giro per la casa a scovare l'assassino, posso fare qualche domanda? Chi di voi può entrare nello studio?
– Solo io posso entrare, per farlo servono le chiavi che ho solo io e lui. Disse Alfred.
– Le chiavi erano sulla porta, James deve essere entrato velocemente e l'assassino anche lui, forse lo aspettava e quando è entrato, l'assassino gli ha sparato e ha preso qualcosa dalla cassaforte.
La porta si aprì nuovamente ed entrò una ragazza
– Chi è lei, signorina? Chiese Jack guardandola male.
– Sono la figlia di James, mi chiamo Lily, voi siete gli investigatori, giusto? Disse la ragazza andandosi a sedere vicino alla madre.
– Vi stavo per dire che l'assassino è in casa e che c'è anche un complice, forse. Sigorina, lei ha le chiavi dello studio, e conosce anche l'ubicazione delle chiavi della cassaforte. Disse Jack con calma, William osservava Lily.
– Che cosa sta insinuando? Io ero ad Edimburgo per lavoro, ho dei testimoni. Rispose agitata Lily.
– A Edimburgo, come no! Disse piano piano.
– Perchè attacchi la ragazza, non hai prove? Sussurrò William a Jack chegli si era avvicinato.
– Uno, quando giravo per la casa, sono entrato in una stanza accanto a quella di Mary e da sotto la porta ho visto più di quattro piedi, perché Mary aveva detto che era sola con la cameriera, invece c'era anche Lily, due, se Lily era davvero a Edimburgo, perché era vestita così leggera? Ad Edimburgo fa freddo, mentre qua è abbastanza caldo e poi ha impiegato troppo poco tempo. Prima ho interrogato un cuoco, che questa mattina aveva sentito Lily, discutere col padre per l'eredità dell'azienda:
" Non puoi sprecare la tua industria dandola a Leonard, fallirebbe in due giorni, se tu la dai a me…"gli ha detto Lily tentando di fargli cambiare il testamento, ma lui gli ha risposto: "Basta, vattene, il testamento è gia stato scritto ed è al sicuro e lontano da te", il cuoco mi ha detto anche che ha sentito Lily tirare un pugno contro la scrivania e che dopo è uscita sanguinante, ho controllato di persona e c'è del sangue, quindi il racconto è vero. Con questo abbiamo il movente, ma non gli ha sparato lei, non ho trovato nessuna arma, ma perché la madre e la cameriera avrebbero coperto l'omicidio? Soldi?Ricatto? Questo omicidio è complicato, ma abbiamo la soluzione sotto gli occhi…
– Grazie dell'attenzione potete andare! Disse William ai presenti.
– Vai dall'ispettore Tack e digli di non far uscir nessuno, e di non arrestare Canon. Ok? Io cerco di scoprire meglio come è andata.

Luigi, seconda B.

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