Racconto giallo – continua

Il testamento
Seconda parte.

Quando arrivò alla fine degli interrogatori, fece ispezionare ogni camera. In quella di Luigi trovò un coltello, in quella di Pino un mazzetto e in quella di Mario un fucile, perciò si complicava tutto. Pierini interrogò loro tre, ma non ottenne nulla. Avevano un alibi che nessuno poteva smentire. Allora Pierini fece ispezionare la camera della marchesa. Insieme a Beatrice, zia Virginia e Elisabetta controllò poi nel sottoscala dove trovò i gioielli. Mancavano però un collier d'oro, degli orecchini di zaffiro e smeraldo e un anello di rubino. Perciò poteva essere che la marchesa aveva sorpreso i ladri, loro l'avevano vista, lei era poi risalita in camera ed infine l'avevano uccisa.  Fece ispezionare un'altra volta le camere ed arrivato con un suo scagnozzo nella camera del maggiordomo, trovò i gioielli scomparsi. Per ora il principale indiziato era quindi lui. A Pierini non tornavano però i conti. Così interrogò di nuovo tutti. Arrivato a Gino, gli chiese di mostrargli le sue scarpe. Egli rispose:
– Non so dove possano essere, non le ho riviste. 
Dopo averlo interrogatò, pensò di controllare di persona la camera di Gino. Non trovò nulla. Chiamò allora il maggiordomo un'altra volta e gi chiese come mai avesse rubato. Il maggiordomo iniziò:
– Eravamo dietro a cenare quando, la marchesa che mi aveva invitato, mi disse si servire pure il secondo. Io uscii dal salone, passai davanti al sottoscala e pensai… se per caso prendo i gioielli e poi li rivendo, posso vivere felice e ricco… così li ho presi e li ho nascosti in camera mia. io non ho ammazzato la marchesa, ho solo approfittato della confusione per rubare. Allora Pierini salì nelle camere e tornò ad ispezionare. Nella camera della marchesa non aveva trovato l'arma. Aprì gli armadi che erano pieni di pellicce e bei vestiti. Sotto un armadio, trovò una pistola. Quindi radunò di nuovo tutti i familiari della marchesa. Spiegò che aveva trovato la pistola sotto l'armadio. Il dottor Pierini però non era del tutto soddisfatto e aveva visto nella camera della signora delle scarpe in un mobiletto. Tornò a vedere. Vide un paio di scarpe con gli strappi che erano0 infangate. Scese e radunò di nuovo tutti. Parlò a gino e gli disse:
– Era la notte del 27 maggio e lei sapeva che era l'erede universale di sua zia, ma ora quest'ultima cambiava il testamento e lei non era più l'erede univarsale. Così dopo che è passata la vecchia zia Virginia, lei è sceso giù di sotto, ha attraversato il giardino, ha staccato la luce in garage e poi ha messo dei sassi nel prato. Poi ha fatto rumore con sedie nell'atrio ed infine è salito. Pian piano lei è entrato nella camera di sua zia e, tirandole un tranello, le ha sparato col silenziatore. Sua zia stava per cambiare testamento, perché si era accorta che lei le stava attaccato solo per i soldi. Sa come ho fatto a capire la storia? Lei ha detto che è inciampato nel risalire le scale, nei suoi lacci delle scarpe, ma le uniche sporche erano scarpe con gli strappi. La dichiaro in arresto per l'omicidio di sua zia, la signorina marchesa Anna Paola di Verdeno.

 

Fine.

Fabio, seconda B.

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